Racconti: INCUBO, di Gregorio Asero

Alessandria today @ Web Media. Pier Carlo Lava

Racconti: INCUBO, di Gregorio Asero

INCUBO
Una fitta nebbia azzurrina calava lentamente sul molo.
Le piccole onde della risacca lambivano ritmicamente le banchine come lunghe lingue libidinose, mentre le fiancate delle imbarcazioni raschiavano le pareti squadrate del pontile. Le ombre, create dalla luce dei lampioni, avevano qualcosa di magico. La luna stendeva, con mani immortali e invisibili, un manto fosforescente a coprire l’acqua del mare.

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Camminavo da oltre un’ora sui ciottoli lisci del molo, in compagnia di una brezza leggera che mi scompigliava i corti capelli. Mi fermai a pulire gli occhiali. Le lenti si punteggiavano di piccole gocce salmastre scagliate in aria dal vento. Il disco della luna, che sembrava un dorato bottone perfettamente tondo scagliato su un morbido panno di velluto punteggiato di gemme, seguiva interessata ogni mio passo, spianandomi il cammino.

Forse è meglio rientrare, pensai, cominciava a fare freddo. A un tratto captai un respiro, un…

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